Impianto Elettrico

 

Premessa generale

 
Non è necessario essere un laureato in ingegneria per conoscere un minimo del funzionamento normale di un impianto elettrico. Tra l’altro è fondamentale possedere qualche nozione sul funzionamento dei nuovi impianti e su quelli già esistenti per poterci districare tra la normativa di sicurezza recentemente attivata.
 
Quindi sia per impianti elettrici nuovi che, per quelli preesistenti, nel caso di qualsiasi tipo di intervento si applica la norma CEI 64-8 che, nei condomini, villette uni e multi familiari, fornisce le prescrizioni per i calcoli delle prestazioni.
 
Questi calcoli sono fatti a partire dalle dimensione dell’unità abitativa in funzione della potenza impegnabile. E’ perciò importante sapere che per una superficie interna calpestabile (dell’unita abitativa) esclusi cantina, box e soffitta, inferiore a 75 mq si applica la potenza di 3kW, e per una unita abitativa  superiore a 75 mq si applica la potenza di 6kW. Calcolato in base alle esigenze medie normali di una famiglia.
 

Che cos’è un circuito elettrico

 
Si definisce circuito quella parte di impianto che è sottomessa (dipendente da) ad un proprio interruttore automatico di protezione contro le sovracorrenti, ossia un interruttore differenziale (detto anche salvavita).
La suddivisione dei circuiti può avvenire per destinazione (circuito luce, circuito prese, circuito lavatrice,ecc.) sia per zone, o da una loro combinazione.
Sono però esclusi dal conteggio minimo dei circuiti necessari:
  • Le linee di alimentazione di cantina, box e soffitta;
  • E i circuiti che alimentano direttamente gli apparecchi, es. la caldaia o lo scaldacqua.
Superficie unità abitativa   Numero circuiti  
  livello 1 livello 2 livello 3
Fino a 50 mq           2                       3            3
Da 51 mq a 75 mq           3                       3            4
Da 76 mq a 125 mq           4                       5            5
Oltre i 126 mq           5                       6            7

 

 

Livelli normativi prestazionali di un Impianto Elettrico
 
Al fine di "misurare" la bontà di un impianto elettrico in un'abitazione, viene introdotto il concetto di livello prestazionale. Quindi il cliente finale insieme al progettista e l’installatore, potrà richiedere il dimensionamento dell’impianto scegliendo tra 3 livelli prestazionali, in funzione del confort e del livello qualitativo dell’abitazione:
  • livello 1: il minimo accettabile;
  • livello 2: un impianto di buona qualità;
  • livello 3: dotazioni impiantistiche di ottima qualità e innovative (impianto domotico).

 

                           Destinazione d'uso del locale Numero di punti luce

livello 1 livello 2 livello 3
Ingresso 1 1 1
Angolo cottura 1 1
Cucina  1 2 2
Lavanderia 1 1 1
Locale da bagno 2 2 2
Locale servizi (wc) 1 1 1
Corridoio                                                lungo fino a 5m. 1 1 1
                                                                 più lungo di 5m 2 2 2
Balcone o terrazzo                               se superficie > 10mq 1 1 1
Ripostiglio                                             se superficie > 1mq 1 1 1
Cantina soffitta 1 1 1
Box auto 1 1 1
Giardino                                                 se superficie > 10mq 1 1 1

Altri locali: camera da letto                 se superficie < 12 mq

soggiorno, studio etc.

1 2 3
                                                                 12 mq <superficie< 20mq 1 2 3
                                                                 superficie > 20 mq 2 4 4

 

 

E’ bene precisare infine che, il livello prestazionale dell’impianto elettrico scelto o preesistente non è legato alla categoria catastale dell’immobile né alla classificazione energetica dello stesso, ma concorre a determinare la qualità dell’unità immobiliare e ovviamente alza il prezzo dell’ unità immobiliare in caso di vendita.
 

Cos’è il Comando d’ emergenza

Il comando d’emergenza, in un impianto elettrico , come dice il nome è un dispositivo di sicurezza che deve essere montato dentro una centralina, possibilmente all’interno della casa e di facile accesso. Questo, detto anche interruttore differenziale, è in grado di interrompere il flusso elettrico di energia in un circuito elettrico in caso di guasto verso terra (dispersione elettrica) o folgorazione fase-terra fornendo così  protezione anche verso macroshock elettrico sia diretto che indiretto sulle persone a rischio. Non offre invece alcuna protezione contro sovraccarico o cortocircuito tra fase e fase o tra fase e neutro, per i quali è invece richiesto un interruttore magnetotermico.
 
Sono molto diffusi in commercio apparecchi che integrano entrambi i dispositivi (chiamati comunemente salvavita). È detto interruttore differenziale in quanto funziona rilevando un eventuale differenza di correnti elettriche, in ingresso e in uscita al sistema elettrico in caso di dispersione (fili scoperti etc.)
 

Accorgimenti per un impianto a norma

Secondo la norma le connesioni devono essere eseguite con appositi morsetti (sono vietate le connessione per attorcigliatura dei conduttori e nastro isolante);
 l’entra-esci sui morsetti delle prese devono essere unicamente messe nel interno della stessa scatola portafrutti oppure tra le due scatole adiacenti, ma mai oltre oltre la seconda scatola.
 I cavi invece possono attraversare più scatole senza alcun vincolo.
 
Rivolgetevi comunque a personale specializzato che conosca le sempre nuove tecniche in fatto di elettricità e ad un impiantista che potrà consigliarvi la collocazione più indicata per i punti luci e prese elettriche più necessarie, che possa infine certificarvi il nuovo impianto o quello appena ristrutturato.
 

Link utili:

  • Cercate operatori di elettricista a Udine? Rivolgetevi a www.elettricista.udine.it