AZ Tende, non solo sole zanzariere e tende da sole

aztende - AZ Tende, non solo sole zanzariere e tende da soleVivere serenamente gli ambienti interni e gli spazi esterni ora è possibile grazie a sistemi di schermatura da interno come le zanzariere e sistemi di schermatura da esterno come le tende da sole. Si tratta di due forme di protezione molto diverse che però condividono alcuni vantaggi e benefici.

Analizzando più da vicino le zanzariere e i relativi vantaggi è possibile constatare il loro raggio d’azione: proteggere gli spazi interni dalle infestazioni di insetti e piccoli animali, creare costanti ricambi di aria e ridurre il dispendio energetico dovuto a sistemi refrigeranti.

Procedendo con un veloce focus sulle tende da sole, invece, è possibile ravvisare il vantaggio di realizzare spazi esterni al riparo da sole e caldo, creare spazi supplementari, migliorare la vivibilità degli ambienti interni e difendere dall’intrusione di sguardi indiscreti.

Quello che ne viene fuori è che si tratta di sistemi che permettono di migliorare lo svolgimento delle normali attività e l’andamento della vita quotidiana.

L’opera di installazione di tali strutture incontra un unico deterrente ovvero la scelta della realtà specializzata a cui affidarsi. Ogni azienda o team di specialisti promette di realizzare opere di qualità a prezzi concorrenziali, esaudendo ogni tipo di desiderio. Non sempre però questi propositi vengono realizzati.

La scelta di una realtà specializzata seria, affidabile e proattiva è importante per riuscire a valutare diverse soluzioni e personalizzare il modello a seconda delle singole esigenze: tende a pergola, strutture in policarbonato, tende a bracci, tende verticali, cappottine, box auto, pergolati in legno, tende a rullo system zip, rulli screen, oscuranti, zanzariere, veneziane e tapparelle.

Entrare in contatto con una squadra di specialisti del settore permette di ottenere preventivi chiari e tecnicamente all’avanguardia, proposte che non rinunciano agli alti standard di qualità e alla piena soddisfazione del cliente. Senza questi requisiti l’installazione del sistema di schermatura potrebbe non assolvere ai propri compiti e lasciare spazio a rammarico e disillusione.

Nel panorama di settore, AZ Tende si è sicuramente distinta nel corso dei suoi 25 anni d’esperienza per competitività, esperienza e proattività. Il suo modello di comportamento rappresenta il fattore comune a tutte le aziende di settore che possono essere considerate affidabili, serie e professionali: ogni opera e intervento vengono realizzati con un approccio dedicato alle necessità del cliente, alle questioni logistiche dell’ambiente di riferimento e al fattore estetico.

Sopralluogo, suggerimenti, preventivo, realizzazione su misura e installazione rappresentano i parametri in grado di tracciare i contorni di una realtà specializzata in sistemi di schermatura come AZ Tende, un team pronto a operare con una scrupolosa cura dei dettagli di produzione, un’assistenza a 360° e un’elevata soddisfazione dei clienti.

In ogni caso, il tempo speso nella ricerca e le piccole delusioni saranno ripagati dall’incontro con personale competente e dall’installazione di sistemi robusti, funzionali ed esteticamente belli.

 

Case prefabbricate, un trend in forte crescita

Sarà stato forse per via del terremoto, che da circa un anno e mezzo è una minaccia costante per le popolazioni del centro Italia, ma quello delle case di legno prefabbricate è un trend in forte crescita e che non accenna a diminuire. Di certo la lunga sequenza sismica degli ultimi anni ha provocato non solo molti morti e moltissimi danni soprattutto alle abitazioni, ma anche tanta paura tra le persone. E si sa, purtroppo la leva della paura è quella che ci fa muovere con più istinto e ci porta a fare scelte che ci sembrano obbligate dalla nostra psiche. Va detto infatti che le case prefabbricate in XLAM sono costituite da una pressatura di almeno 3 strati di legno incollati con sostanze antitossiche, il che le rende assolutamente stabili anche nel malaugurato caso di un forte evento sismico. In tanti dunque hanno cominciato ad informarsi con sempre maggiore insistenza riguardo all’eventualità di costruire case di legno prefabbricate.

Paura del terremoto ma non solo: sono tanti i motivi per ricorrere a questo tipo di costruzioni

Dicevamo dello spauracchio del terremoto come leva principale per la costruzione di tante nuove abitazioni in legno. Ma c’è dell’altro. Prima di tutto, c’è molta più informazione attorno a questo genere di costruzioni, il che ha permesso di sconfiggere la parziale diffidenza dalla quale erano “avvolte”. C’è da dire che si tratta a tutti gli effetti di casa fisse e non mobili come erroneamente tendevano a pensare in molti. Dunque case che hanno tutti i comfort, le funzionalità e gli accessori di tutte le altre abitazioni.

Tempi e permessi per la costruzione: un iter più snello

Sfatato il mito relativo alla stabilità della struttura, passiamo ad analizzare un altro paio di aspetti che esaltano la comodità delle costruzioni in prefabbricato. Facciamo riferimento ai tempi tecnici e agli aspetti burocratici necessari per avere un’abitazione di questo tipo. Per realizzare una casa prefabbricata occorrono circa tre mesi pieni di lavoro (90 giorni effettivi mediamente) con un prezzo medio stimato attorno ai 78mila euro totali, comprensivi di mano d’opera e materiali. I componenti sono moduli già precedentemente realizzati, mentre per quanto riguarda gli altri tipi di lavoro da fare ci sono quelli idrici, elettrici e urbanistici che vengono eseguiti al momento. Come si può evincere da questi dati dunque, il risparmio è corposo in diverse voci e componenti della casa.

Altro aspetto fondamentale è quello relativo ai permessi: va detto infatti che non tutti i terreni sono adibiti a questo tipo di costruzione. E’ molto importante quindi affidarsi ad esperti del settore che seguano il progetto in maniera capillare sin dall’inizio.

Ecosostenibilità: il fiore all’occhiello di queste strutture

Oltre agli aspetti già citati, c’è n’è uno che forse è quello che sta più a cuore alla maggior parte delle persone che staranno leggendo questo articolo. Parliamo dell’ecosostenibilità, argomento molto in voga ultimamente e che genera sempre molto “appeal”. Si sa infatti che la riduzione di consumi e il risparmio energetico fanno gola, e allora quale migliore soluzione? Le case prefabbricate hanno infatti materiali che permettono tutto ciò: soprattutto il legno (in particolar modo l’abete) che è il componente maggiormente usato per queste strutture.

Come si cura il giardino in inverno

Nel corso della stagione invernale, un giardino ha bisogno di attenzioni superiori al resto dell’anno. Niente di troppo complicato, però: basta sapere come agire e dove intervenire. Ringraziamo il Centro Verde Rovigo (https://www.centroverderovigo.com) che ci ha fornito alcuni consigli indispensabili ad affrontare la stagione fredda, li elenchiamo di seguito:

Come potare le siepi

La potatura delle siepi è una delle operazioni a cui ci si deve dedicare in inverno per fare in modo che il giardino risulti sempre impeccabile. In realtà sarebbe preferibile intervenire già nel mese di ottobre, visto che in autunno non si possono escludere le prime gelate notturne. Nel momento in cui il suolo diventa duro, è indispensabile potare di una decina di centimetri le piante perenni, in modo tale che sugli arbusti non si depositino la neve o il ghiaccio, che finirebbero per spezzarli. Non bisogna potare, invece, in pieno inverno. Il taglio dell’erba deve essere effettuato con regolarità, avendo l’accortezza di mantenerla leggermente alta, così che il terreno possa respirare e non risenta troppo del freddo. Chi ha in mente di posizionare un letto di fiori nuovo in vista della stagione primaverile non deve dimenticare di rivestire la zona interessata con qualche telo di plastica pesante: così facendo si previene la crescita di erbacce (è il vento a trasportarne i semi). Se le previsioni del tempo preannunciano una nevicata di dimensioni consistenti, invece, il prato deve essere coperto con aghi di pino per una pacciamatura profonda diversi centimetri.

Come concimare il prato

Anche per concimare il prato è consigliabile agire in anticipo e iniziare nel tardo autunno, cominciando con una concimazione contenuta ma regolare, tale da fare sì che le funzioni del prato possano essere mantenute senza problemi. Sarebbe meglio adottare dei concimi a lento rilascio, con un contenuto elevato di potassio e con poco azoto: così il prato risulta rinforzato. Non è da escludere l’eventualità che si possa formare del muschio: se dovesse succedere, se ne può arrestare la crescita con dei prodotti a base di ferro. Dopo l’inverno, il prato potrà essere concimato di nuovo in primavera, in corrispondenza del fermento vegetativo.

Come arieggiare il giardino

Il prato deve sempre respirare, ed è per questo motivo che bisogna farlo arieggiare, così che il manto erboso possa ricevere in ogni sua parte la quantità di luce di cui ha bisogno. Come noto, in inverno e in autunno le foglie cadono dagli alberi; ma, così facendo, finiscono per depositarsi sul prato, con effetti potenzialmente negativi per la sua salute. Ecco perché arieggiare il giardino serve a ben poco se prima non si provvede a eliminare le foglie, magari con l’aiuto di un rastrello a denti larghi. Ma a che cosa serve arieggiare? Prima di tutto a prevenire i ristagni di umidità, per contrastare la comparsa e la diffusione di malattie fungine. L’arieggiatura prevede di realizzare dei buchi all’interno del terreno, prima di riempirli con della sabbia e della terra. In presenza di un suolo particolarmente pesante, tale operazione può essere effettuata con la carotatrice.

La scarificazione

Un altro accorgimento che gli esperti consigliano di adottare è quello della scarificazione: si tratta di un’operazione che prevede di sollevare lo strato di feltro che si trova nel manto erboso, eventualmente con l’uso di strumenti ad hoc. Vale la pena di ricordare, invece, che in inverno non serve pressoché mai irrigare il giardino, tenendo conto delle numerose precipitazioni che si verificano in questo periodo. Solo nel caso in cui la pioggia dovesse mancare per diverse settimane, si può bagnare il prato, per evitare che inizi a soffrire, sempre con l’accortezza di evitare i ristagni di acqua, a cui eventualmente si può porre rimedio con un po’ di sabbia. La terra in inverno può essere lavorata solo se non è troppo imbevuta di acqua; per quel che riguarda la semina, invece, è consigliabile non farla se la temperatura è sotto i 13 gradi.

Formazione lavoratori: quali sono i corsi previsti dalla normativa?

Il testo unico della sicurezza sul lavoro prevede l’obbligatorietà per il datore di lavoro di sottoporre i dipendenti a specifici corsi di formazione. La formazione dei lavoratori, obbligatoria per legge può essere eseguita tenendo sotto controllo quelli che sono i corsi che devono necessariamente effettuati dai dipendenti su disposizione del loro datore di lavoro così come prevede la normativa del 2012 nella accordo stato regioni. Come si può leggere sul sito www.sicurezzalavoro24.com, ci sono alcuni corsi che la normativa prevede in maniera obbligatoria. Se è vero che alcuni si differenziano in base alla tipologia di azienda scelta, è vero anche che ci sono alcuni corsi che devono essere seguiti a prescindere dal settore di competenza. Secondo il decreto legislativo 81 del 2008, infatti la formazione per il luogo di lavoro e la redazione del documento di valutazione dei rischi deve essere strutturata in due moduli. Nel primo modulo bisogna effettuare 4 ore di formazione generale ponendo l’attenzione su quello che è il rischio affrontando tutte le tematiche legate alla prevenzione e all’organizzazione di un attività, nonché tutti i diritti e doveri dei soggetti coinvolti. Vengono anche spiegate le procedure relative agli organi di vigilanza. Nel secondo modulo invece, viene effettuata la formazione specifica in materia di prevenzione.

Corsi di formazione obbligatori, ecco l’elenco

Tra i corsi di formazione obbligatori per le aziende ad alto rischio ci sono i corsi antincendio e i corsi di primo soccorso. I corsi antincendio, così come quelli di pronto soccorso, servono per aiutare il dipendente a gestire eventuali emergenze che si possono riscontrare sul luogo di lavoro. In più il tipo di corso che è obbligatorio seguire dipende anche dalla tipologia di ruolo che si svolge all’interno dell’azienda. Ad esempio, i titolari o coloro che vengono nominati come responsabili del servizio prevenzione e protezione devono necessariamente seguire il corso RSPP con lo scopo perciò di coordinare tutta la fase della sicurezza sul lavoro. In linea generale, anche delle aziende a medio e basso rischio le ore di formazione vengono disposte in questo modo, anche se gli orari di formazione specifica si riducono a meno ore. In particolare le ore obbligatorie di formazione sono 8 per le aziende ad un livello di rischio medio,mentre sono quattro per quelle a basso rischio. Un’altra cosa da sottolineare è che ogni cinque anni i lavoratori hanno diritto, in base ad un livello di rischio a frequentare un corso di aggiornamento della durata di almeno 6 ore.

Tecniche e trattamenti per lo smaltimento dell’amianto fai da te

Sono tantissime le realizzate con eternit e amianto a partire soprattutto dagli anni Settanta. Dopo la scoperta e la limitazione alla vendita del 1992, le aziende che avevamo costruito stabili in amianto hanno dovuto fare marcia indietro e questo materiale infatti, è stato vietato proprio perché pericolosissimo per la salute umana.

Molte persone che hanno scoperto di avere il materiale nelle proprie abitazioni, oppure nelle proprie attività produttive devono necessariamente provvedere così come previsto dalla legge, a rimuovere o bonificare l’intero stabile, così da poter garantire la messa in sicurezza da un punto di vista ambientale e anche dal punto di vista della salute.

rimozione dell'amianto

L’azione di un’azienda specializzata nei servizi di rimozione amianto Roma, potrebbe talvolta avere dei costi molto elevati ed è per questo che un gran numero di persone decide di puntare sullo smaltimento dell’eternit con dei trattamenti fai da te.

Per evitare dei problemi seri alla salute, bisogna comunque pensare allo smaltimento ma in commercio esistono molte tecniche e trattamenti che possono essere utilizzati senza l’aiuto di esperti, proprio con questi scopi. I trattamenti per l’amianto sono di vari numeri e ce ne sono alcuni che funzionano più o meno bene, e altri invece che non riescono ad andare a fondo al problema e quindi non risultano molto utili ai fini della salute, né tanto meno per lo smaltimento.

Se si tratta di piccoli quantitativi di amianto, riuscire a smaltirli in casa è anche possibile, basta procurarsi il materiale per lavorare in maniera sicura e per incapsulare l’amianto.

Cosa occorre acquistare?

Servirà pensare all’acquisto di una maschera facciale e filtrante monouso, e poi concentrarsi ad esempio a comprare dei guanti, una tuta anti-polvere, una pompa ad aria, la vernice incapsulante, l’etichetta di identificazione come amianto, e poi nastro adesivo.

Si tratta di un kit che potrebbe arrivare a costare circa 30 euro o anche qualcosa in più. I trattamenti per l’amianto – almeno in quantità ridotte- saranno garantiti.

Anche in rete si possono trovare molte realtà che mettono in vendita questo tipo di prodotti e sono utilizzabili solo se si tratta di uno smaltimento per l’eternit rapido e di poca grandezza. Per smaltirlo in casa, l’eternit va steso sul materiale incapsulante va smontato e tutto va raccolto e sigillato in un sacchetto ideale per il trasporto di questo tipo di rifiuto, che va sempre etichettato.

Successivamente, si dovranno coprire i costi del trattamento in discarica. La discarica dovrà mettere la prova e la certificazione dell’avvenuto smaltimento e quindi, se c’è un piccolo quantitativo da affrontare, questa potrebbe essere una valida soluzione mentre in altri casi, sarebbe meglio puntare sulla guida di esperti del settore.